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Proteste per i cattivi odori E-mail Stampa
da www.bresciaoggi.it del 21 marzo 2007

Troppi cattivi odori nel centro abitato di Quinzano d'Oglio. «Da quando la ditta ha iniziato l'attività, nella zona si percepiscono frequentemente fastidiose vampate di odori. Ci chiediamo con preoccupazione se le materie trattate possano essere nocive e se non ci sia alcun pericolo per la popolazione».
Presentati a raffica agli uffici del Comune, gli esposti di numerosi cittadini di Quinzano lamentano la situazione di disagio in cui i residenti si sono venuti a trovare da quando la ditta Wte srl ha iniziato l'attività di depurazione di residui liquidi, organici e inorganici, provenienti da attività produttive. «Vi preghiamo di fare tutto quanto in vostro potere per limitare le sgradevoli emissioni di odori» chiedono i quinzanesi agli amministratori del Comune.
Il sindaco Maurizio Franzini e la giunta, che si sono attivati per quanto era in loro potere allo scopo di impedire l'apertura dell'impianto, condividono la preoccupazione dei concittadini ed intendono discutere apertamente il problema con tutta la popolazione nell'assemblea pubblica organizzata per domani sera, giovedì.
All'incontro, in programma alle 21, nel Teatro sociale, hanno invitato i responsabili dell'Asl, dell'Arpa ed in modo particolare della Provincia, che poco più di un anno fa ha autorizzato l'impianto della Wte ed alla fine del 2006 le ha consentito di dare il via all'attività di depurazione, concedendole di scaricare i reflui nella roggia Cesaresca.
La Wte srl, con sede a Brescia, opera presso un capannone artigianale per deposito attrezzi agricoli la cui costruzione è stata autorizzata alla fine del 2003 nell'area industriale a nord del cimitero del paese.
«L'edificio, di proprietà della 'Hypo-Alpe-Adria-Bank divisione leasing-Udine', è inserito in un tessuto produttivo nuovo, in fase di sviluppo - informa l'assessore all'ecologia Graziano Bolzani - ed occupa una superficie di 6516,63 mq di cui 1534,76 mq coperti e 2300 destinati a verde. L'attività di depurazione dovrebbe dar lavoro a quattro persone: un direttore tecnico, due operai e un impiegato».
La ditta è autorizzata a depurare residui liquidi e fanghi provenienti da attività produttive: dall'industria alimentare, da lavaggio e pulizia, dalla lavorazione di ferro, acciaio, rame, piombo, alluminio, oro, argento, dalla lavorazione di pneumatici, lubrificanti, effluenti vari raccolti separatamente, rifiuti provenienti da siti contaminati, percolato da discarica e frazioni oggetto di raccolta differenziata.
Per la ditta il trattamento di liquidi e fanghi non dà origine a situazioni che possano compromettere la salute, ma la popolazione del luogo, temendo sgradevoli conseguenze, ha dato vita al Comitato ambiente e salute che, forte del sostegno di quasi 3000 firme, ha fatto sentire più volte la sua voce per esprimere la preoccupazione dei cittadini e la loro contrarietà all'insediamento.

Riccardo Caffi


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