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Centrale di Offlaga, blitz del Governo E-mail Stampa
da www.bresciaoggi.it del 28/04/2006

Tutto si può dire del governo uscente, non che sia stato avaro di colpi di scena. Che ieri hanno riguardato anche la nostra provincia: il Consiglio dei Ministri dopo una relazione svolta dal ministro dell'Ambiente e «un'adeguata valutazione degli interessi coinvolti, ha collegialmente convenuto circa la necessità di superare, subordinatamente all'assenso della Regione Lombardia, la situazione di stallo che si è determinata in ordine alla realizzazione della centrale termoelettrica a ciclo combinato nel comune di Offlaga». Insomma, Roma dice sì alla centrale a turbogas da 800 megawatt progettata e voluta da Asm, Seb (la società elettrica bresciana fondata dagli acciaieri) e il colosso inglese International Power, ma ripassa la patata bollente al Pirellone, la cui Giunta, nelle prossime settimane, dovrà approvare la definitiva valutazione di impatto ambientale al progetto.

L'assessore regionale all'Ambiente Domenico Zambetti, ieri sera confessava di «non sapere nulla di questa decisione del governo; la centrale di Offlaga non è nell'agenda politica attuale. Ne discuteremo la settimana prossima con il presidente Roberto Formigoni».

Contrastanti le reazioni dei politici bresciani non appena appresa la notizia: per il centrosinistra è inequivocabile la volontà di approvare l'impianto e ricorda come la Regione Lombardia, l'8 agosto del 2003, deliberò la centrale di Offlaga come prioritario insieme a quello (già approvato) di Bertonico (Lo) e di Spinadesco (Cr). «Si tratta di un colpo di mano che la dice lunga sul livello di decenza istituzionale rappresentato dal governo uscente - è il commento al vetriolo di Guido Galperti, capogruppo della Margherita in Regione -. Certo, il prossimo governo potrà revocarla, ma non credo sia così scontato. Ma c'è sempre la possibilità di ricorrere al Tar del Lazio».

Per Arturo Squassina e il gruppo regionale dei Democratici di Sinistra «sconcerta e stupisce la decisione del Governo Berlusconi, a tempo abbondantemente scaduto, di dare il proprio sostanziale via libera alla centrale di Offlaga». I Ds ricordano la mozione presentata al consiglio regionale il primo dicembre 2005 con la quale si chiedeva il no definitivo all'impianto il voto contrario del centrodestra.

Ma per la vicepresidente della Regione, Viviana Beccalossi il via libera non è così scontato: «Innanzi tutto non sapevo nulla della decisione presa dal consiglio dei ministri e non era di certo concordata. Ne parlerò la prossima settimana con il presidente Formigoni e l'assessore Zambetti. È chiaro che il tema dovrà ritornare in Giunta. La Regione in questi dieci anni non si è mai sottratta alle decisioni difficili e anche in questo caso applicheremo il principio di sussidiarietà e di dialogo con gli enti locali interessati. Poi una decisione, seppur sofferta, dovrà essere presa».

L'assessore provinciale all'Ambiente Enrico Mattinzoli, da sempre contrario al progetto, ritiene che «non ci siano più le condizioni per approvare questa centrale. È la sua localizzazione sbagliata: si sarebbe dovuta fare in un'area industriale dismessa, ed era più consono il progetto di Pisogne. Ad ogni modo l'ultima voce in capitolo spetterà al futuro ministro delle Attività Produttive».

Confida nel rispetto degli enti locali promesso dal futuro governo e in un dialogo con i futuri ministri il sindaco di Offlaga Attilio Arenghi: «Sosterrò le ragioni del no alla centrale a fianco dei miei cittadini e dei 42 sindaci della Bassa in tutte le sedi istituzionali». Indignato il presidente del locale comitato contro la centrale, Sergio Favalli: «L'iter per questo impianto va avanti a forza di colpi di mano e questo corrisponde a interessi lobbistici e non istituzionali. Siamo sconcertati. Speriamo che la Regione valuti attentamente le ragioni del territorio».

Pietro Gorlani


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