da
www.bresciaoggi.it del 20/04/2006
«Le alternative alla centrale turbogas da 400 megawatt che Asm vuole realizzare a Lamarmora ci sono. Ci sono le fonti rinnovabili come il solare termico e una politica di risparmio energetico che dovrebbe partire da regolamenti edilizi che incentivino l'isolamento. Ma la Municipalizzata pensa solo al suo profitto e non all'ammodernamento energetico della città e alla salute dei suoi cittadini». Così ieri Celestino Panizza, presidente del comitato cittadino contro la centrale turbogas di Lamarmora ha presentato il convegno «Ci sono alternative» che si terrà sabato mattina alle 9 Centro saveriano di via Piamarta.
Un incontro pensato per parlare di «Esperienze e proposte alternative all'insediamento di grandi centrali termoelettrico», al quale parteciperanno esperti del settore come Maurizio Pallante, Massimo Cerani (associazione EnergEtica), l'architetto Giorgio Schultze, l'ingegner Guerrini della Sabaf spa. Convegno presieduto anche dai rappresentanti contro la centrale di Offlaga: Imma Lascialfari (Coordinamento regionale contro le centrali) e Gabriele Pellegrini (Legambiente Bassa bresciana). Un'occasione costruttiva per aprire un doveroso dibattito - aggiunge Panizza - al quale i dirgenti di Asm si sono sempre sottratti». E' l'esperto Massimo Cerani a introdurre i «temi caldi» di domani: «Noi crediamo che i 60 megawatt elettrici e i 160 Mw termici prodotti annualmente dai due moduli attualmente presente a Lamarmora non debbano essere sostituiti con la megacentrale turbogas, che è già una tecnologia sorpassata. La centrale produrrà 300mila metri cubi di vapore acqueo all'anno, che verranno emesse in atmosfera anche nel periodo estivo». Nello stesso tempo Asmea «che fa capo ad Asm, incentiva l'acquisto di condizionatori - aggiunge Panizza -. Tutto questo contrasta contro una politica di risparmio energetico».
E allora che fare? La moderna Brescia dovrebbe guardare al modello tedesco è la risposta degli esperti. Basti pensare che in Germania per legge un appartamento non può consumare più di 50 metri cubi di gas/metro cubo. Un parametro che a Brescia, come in Italia, è di 5 volte superiore. Certo, mancano leggi nazionali che impongano una migliore coibentazione delle case grazie a strati di materiale isolante e al riscaldamento a pavimento; l'utilizzo di pannelli solari per la produzione di acqua calda, l'installazione di moderne caldaie a condensazione nei condomini e nelle industrie, «ma il Comune e la Provincia di Bresica potrebbero anche darsi delle regole - aggiunge Cerani- già esistenti, ad esempio, a Carugate o nella vicina provincia di Milano». Vengono cita dati interessanti: nel 1980, l'ingegner Silvestri, curatore del teleriscaldamento indicava il futuro energetico della cità nelle centraline di quartiere, che permetterebbero un minor spreco energetico. Insomma, «Asm non incentiva per nulla fonti energetiche alternative e una politica di risparmio energetico - aggiunge Marino Ruzzenti, esperto ambientale del comitato cittadino -. L'unica regola seguita è quella del profitto».
Pietro Gorlani