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www.bresciaoggi.it del 07/04/2006
Dopo che l'amministrazione della Provincia di Brescia ha comunicato l'intenzione di autorizzare l'insediamento a Quinzano d'Oglio di un depuratore di fanghi speciali di origine vegetale, il Comitato ambiente e salute, costituito dai quinzanesi preoccupati sia per la vicinanza dell'impianto alle abitazioni che per la concentrazione di questo tipo di attività nella nostra provincia, non intende rassegnarsi ed è pronto a mettere in cantiere nuove iniziative per tener desta l'attenzione sul tema dello smaltimento dei rifiuti.
«Abbiamo trasformato un caso locale in una vicenda che ha destato l'attenzione dei mezzi di informazione provinciali e regionali, abbiamo mobilitato decine di persone e raccolto oltre 2.600 firme, abbiamo portato il dissenso dei quinzanesi sin nella sede dell'Amministrazione provinciale, cercando sempre la collaborazione dell'Amministrazione comunale e di tutte le forze politiche presenti sul territorio - dicono i rappresentanti del comitato -: pensiamo di aver dimostrato che esistono spazi per cercare di incidere su quelle scelte che vengono generalmente prese sulla nostra testa e che ci vedono troppo spesso spettatori silenziosi. Intendiamo quindi proseguire su questa strada».
I promotori del Comitato ambiente e salute invitano i firmatari della petizione a partecipare agli incontri in programma tutti i giovedì sera, alle 21, presso la saletta di casa Widmer, per valutare insieme i prossimi passi da compiere.
In cantiere c'è l'organizzazione, a Quinzano, verso la metà del mese di maggio, di un seminario di studi sul tema «rifiuti & salute», che veda la partecipazione dei comitati spontanei della zona (Coniolo, Offlaga, Adro) e sia allargato ai gruppi ecologisti della provincia, ma anche di altri luoghi d'Italia e che porti il contributo di esperti in legislazione sui rifiuti e di medici epidemiologici.
«Pensiamo che i quinzanesi debbano manifestare ancora in modo chiaro il loro punto di vista riguardo a questo impianto e all'area nella quale andrà ad insediarsi; dobbiamo quindi organizzare una risposta forte, diffusa e condivisa dalla maggior parte di tutti noi - aggiunge il comitato -. Per questo servono ancora la partecipazione e l'impegno dei cittadini e il comitato, libero e indipendente dai partiti, è il luogo ideale nel quale portare idee ed energie».
Ricordiamo che nei confronti dell'impianto di depurazione progettato dalla ditta bresciana Wte si erano in precedenza espresse favorevolmente l'Asl, l'Arpa e la Regione Lombardia, ma i quinzanesi vorrebbero avere certezze sull'assenza di metalli pesanti, pesticidi, fenoli, solventi in uscita, nelle acque e nelle emissioni e vorrebbero avere la garanzia che - data la varietà dei rifiuti che verranno trattati, contenenti sostanze inquinanti diverse - non avverranno reazioni che possano generare sostanze pericolose, perché il timore è che reazioni di questo tipo possano avvenire in caso di incendio o di manovre errate.
Riccardo Caffi